Contratto a chiamata: come funziona?

 

Spesso sentiamo parlare di “contratto a chiamata” o a intermittenza, ma sappiamo davvero di che cosa si tratta?

A seguito dell’abolizione dei Voucher Inps  il contratto di lavoro a intermittenza è diventato la miglior alternativa per le prestazioni occasionali discontinue.

Prima di entrare nel dettaglio, partiamo dalla definizione per iniziare a fare chiarezza su questa tipologia di contratto di lavoro sempre più utilizzata :

Si tratta di un contratto di lavoro subordinato con il quale il lavoratore si mette a disposizione del datore di lavoro per svolgere prestazioni di carattere discontinuo o intermittente, per periodi predeterminati nell’arco della settimana, del mese o dell’anno.

A differenza delle collaborazioni di co.co.co è un contratto di lavoro subordinato in quanto i tempi e le modalità in cui deve essere svolta la prestazione, sono decise dal datore di lavoro e non concordate da entrambe le parti.

Inoltre un’altra differenza sostanziatale è che il lavoratore viene ” chiamato” solo all’occorrenza, generalmente quando si hanno picchi nella produzione o durante i periodi delle festività.

 

REQUISITI

Il contratto di lavoro a chiamata può essere stipulato solo con:

  • Può essere stipulato da qualunque lavoratore
  • Può essere stipulato da qualunque impresa ad eccezione di quelle che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi prevista dalla legge sulla sicurezza nei posti di lavoro (Dlgs 626/1994).
  • Non può essere stipulato dalla Pubblica Amministrazione
  • in via sperimentale con soggetti in stato di disoccupazione con meno di 25 anni di età ovvero con
    lavoratori con più di 45 anni di età, anche pensionati (non è necessario uno stato di disoccupazione o
    inoccupazione di lunga durata).

LIMITI TEMPORALI DEL CONTRATTO 

Un lavoratore può svolgere un lavoro con contratto a chiamata per un massimo di  400 giornate nell’arco di 3 anni solari.

Nei casi in cui questo tetto dovesse essere superato, il rapporto di lavoro intermittente viene trasformato in lavoro con contratto a tempo indeterminato.

Non tutti i settori sono soggetti ad questo limite temporale, infatti non viene applicato per i settori riguardanti:

  • turismo
  • spettacolo
  • pubblici esercizi.

quali voci deve contenere il contratto per essere valido?

Il contratto di lavoro intermittente deve essere stipulato in forma scritta e deve contenere le seguenti voci:

  • la durata
  • le ipotesi (oggettive e soggettive) che ne consentono la stipulazione
  • il luogo e le modalità della disponibilità del lavoratore ed il preavviso di chiamata (che non può essere inferiore ad un giorno lavorativo)
  • il trattamento economico (e normativo) spettante al lavoratore-associato
  • le forme e le modalità, con le quali il datore di lavoro è legittimato a richiedere l’esecuzione della prestazione di lavoro
  • le modalità di rilevazione della prestazione
  • i  tempi e le modalità di pagamento della retribuzione e della indennità di disponibilità
  • le misure di sicurezza necessarie in relazione al tipo di attività che il lavoratore deve svolgere

COSA NON SI PUÒ’ ASSOLUTAMENTE FARE CON IL CONTRATTO A CHIAMATA

  • l’uso del contratto a chiamata non può essere utilizzato per sostituire lavoratori in sciopero.
  • Non è consentito presso le aziende che nei sei mesi precedenti hanno operato licenziamenti collettivi, ovvero è in corso una sospensione o riduzione di orario di lavoro per cassa integrazione (questo divieto è derogabile da un accordo sindacale) di lavoratori adibiti a mansioni per le quali si effettua la chiamata.
  • Non può essere attuato da quelle imprese che non hanno messo “in sicurezza” l’ambiente di lavoro ai sensi del Dlgs 626/1994.

CONTRATTO A CHIAMATA: DUE TIPOLOGIE

senza obbligo di disponibilità

Il lavoratore è libero di rifiutare la chiamata.

con obbligo di disponibilità

Avendo inserito nel contratto la propria disponibilità, il lavoratore è obbligato a restare a disposizione del datore di lavoro per effettuare prestazioni lavorative quando il datore stesso lo richieda

Il datore ha un giorno lavorativo come preavviso di chiamata per avvertire il lavoratore della necessità di svolgere la prestazione lavorativa.

In questo caso al lavoratore spetterà un’ indennità mensile di disponibilità pari al 20% della retribuzione prevista dal CCNL

 

 

 

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